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Eccoci con Luca De Ponti che affronta il problema anca, articolazione molto importante nel gesto della corsa

Per molti è questo il periodo pre-agonistico, dopo i mesi invernali trascorsi ad allenarsi e prepararsi alla race season, ed eccoci schierati sulle linee di partenza di stagione

Tè verde: 3 tazze al dì e il proprio metabolismo accelera del 4%, bruciando 60 calorie al giorno in più, con perdita di 3 kg in un anno. Ciò grazie alla catechina, una sostanza in grado di accelerare il metabolismo.

Allenamento coi pesi: aumentando la massa muscolare bruceremo più grassi, perché un etto di massa magra brucia fino a nove volte più calorie rispetto a un etto di massa grassa. Allenando la forza acceleriamo il metabolismo, ovvero la capacità del corpo di bruciare calorie sia in movimento sia a riposo.

Questo piatto prevede una giusta dose di carboidrati integrali, che rilasciando i loro nutrienti glucidici lentamente nel sangue evitano i picchi glicemici indesiderati, accompagnato da “insaporitori” del tutto sani, senza inutili aggiunte di sale. Le proteine che apporta questo piatto non sono poche, circa 20 g a persona.

Gli aspetti da curare per migliorare la prestazione sportiva sono essenzialmente tre: un programma di training su misura; la motivazione interiore per affrontare la competizione e il carico di allenamento quotidiano; l’alimentazione. I consigli di Paolo Barbera sull'organizzazione alimentare in una giornata di allenamenti

Un secondo leggero, visti i pranzi natalizi che ci aspettano, sfizioso, facile da preparare. Sana la cottura al forno, o gustosa (ma da evitare). Consiglio: grattugiare (con grattugia dai fori grandi) e lasciare scolare le zucchine qualche tempo prima di unirle agli altri ingredienti, e di asciugarle con la carta assorbente per cercare di eliminare il più possibile l’acqua in eccesso.

Lanciato il nuovo BOOSTER Élite Evo2, il gambale a compressione di BV SPORT

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Bici, viaggiare in sicurezza. In un mondo sempre più cosmopolita, non solo dal punto di vista lavorativo ma anche sportivo, gli atleti – non solo i professionisti ma anche gli Age Group – si trovano almeno una volta nella vita davanti al problema del trasporto del mezzo meccanico in aereo

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La storia di un padre e di un figlio affetto da autismo

Sono Stefano Vitellozzi, di Sant’Elpidio a mare nelle Marche. Ho trascorso quasi l’intera vita nel mondo della bici, prima come atleta arrivato fino alla soglia del professionismo, poi come direttore sportivo di team Continental.
Ma soprattutto, sono il padre di Francesco, un ragazzo di 21 anni affetto da una patologia che non è facile annoverare tra le disabilità: l’autismo. Mio figlio sembra un congegno altamente sofisticato e con moltissime funzioni, senza però il libretto delle istruzioni. È sempre difficile decifrare i suoi “codici”, così come interpretare le sue potenzialità. Lui ha sempre praticato sport fin da piccolo e gareggia sia nel nuoto sia nell’atletica leggera sotto la Federazione FISDIR del Comitato Paralimpico.

Il mio sogno

Ma il mio sogno è sempre stato quello di condividere con Francesco un progetto di sport “inclusivo”, dove atleti disabili e normodotati sono sulla stessa linea di partenza. Avendo in comune anche la passione per la bici, abbiamo iniziato a frequentare il mondo delle Granfondo ciclistiche. L’unico problema è che lui non conosce il codice della strada, da qui l’idea di utilizzare un tandem. La bontà del lavoro svolto è testimoniato dai molti successi sportivi che Francesco ha realizzato partecipando a numerose Granfondo dal 2013 a oggi. Sportivamente sensazionale è stata la partecipazione alla Maratona delle Dolomiti, dove insieme abbiamo affrontato quattro passi dolomitici oltre quota 2.000 m, su per salite che hanno fatto la storia del ciclismo come il passo Pordoi e il Sella. Particolarmente emozionante la scalata dello Stelvio in occasione dell’omonima Granfondo; e ancora: in mezzo ai 13.000 partecipanti della Granfondo Novecolli e nello stupendo scenario dei Fori imperiali durante la Granfondo di Roma. Infine, in tutte le altre partecipazioni.

Altra sfida

Con il 2016, grazie agli amici del team Civitanova Triathlon che hanno voluto condividere questo nostro progetto, vorremmo vincere un’altra sfida: unendo tutti e tre gli sport che pratica Francesco, riuscire a gareggiare nel triathlon. Così, il 19 marzo scorso abbiamo debuttato con il Campionato italiano duathlon sprint, nella bellissima location del parco delle Cascine a Firenze.

La prima volta

È stata la prima volta che un atleta con disabilità intellettivo-relazionare ha gareggiato nel calendario FiTri, infatti non esiste ancora nel settore paratriathlon una classificazione per tale disabiltà. A tal proposito, un doveroso ringraziamento sia agli organizzatori di Trievolution sia alla stessa FiTri per la disponibilità verso la nostra partecipazione. Con la gara di Firenze, quello che mi piacerebbe trasmettere, perché sia anche di esempio, è come un atleta con disabilità cognitiva-relazionale importante com’è l’autismo riesca a gestire una gara che è caratterizzata da tre step diversi (corsa-bici-corsa). Da parte mia, l’unico pensiero è quello di metterlo nelle condizioni ideali per esprimere al massimo le sue abilità.

Valenza terapeutica dello sport

Per Francesco però lo sport non è fine a se stesso, ma ha una chiara valenza terapeutica, in quanto lo aiuta a frenare il suo essere iperattivo, inoltre, è un buon allenamento alle proprie autonomie personali, oltreché un’eccellente opportunità di relazione e inclusione sociale. Per il resto, il sorriso di Francesco mi fa capire che tutto questo non è una forzatura ma un modo sicuro per renderlo felice.

Per la rubrica "Vita di Società", a cura di Federica Varbella e ogni mese in edicola con un nuovo numero di Triathlete, oggi parliamo di Candia Triathlon

Straordinaria storia raccontata nell’omonimo docu-film di Riccardo Barlaam, che tratta della storia di sette ragazzi straordinari che, con dedizione e determinazione, si sono qualificati e hanno ottenuto medaglie alle Paralimpiadi di nuoto a Rio 2016. And now? Waiting for Tokyo 2020.

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