I nostri primi due mesi

Cambio di stile di vita per i nostri 45 neofiti in questi primi mesi di attività da triatleta. La nostra mission del progetto: raggiungere il benessere mediante il triathlon. Ignazio Antonacci, patron del progetto, ci parla della preparazione atletica e dei primi test “sul campo”. Il tutto completato da una pratica tabella di allenamento.

Gentile dott. Confalonieri, mi perdoni la richiesta un po’ strana… Sono un triatleta all’inizio di una nuova stagione e ho l’abitudine di tenere un “diario” dove annoto allenamenti, sensazioni e risultati. Mi piacerebbe inaugurarlo con una frase significativa che mi accompagni durante tutta la stagione… avrebbe da suggerirmene una?

Grazie davvero.

Corrado Lorenzi

Caro amico,

la sua lettera mi ha divertito e un po’ commosso, infatti mi ha obbligato a recuperare alcune delle frasi, delle parabole o degli aforismi che mi hanno accompagnato in tanti anni di vita professionale. Ne ho selezionate quattro, diverse tra loro per significato e implicazioni, scelga lei quella che meglio la rappresenta e che maggiormente potrà aiutarla lungo il cammino della prossima stagione.

Artisti dello sport

Konrad Lorenz, un celebre biologo del secolo scorso, ritirando uno dei tanti premi attribuitigli per le sue importanti ricerche disse: “Possiamo investire le cifre più straordinarie e raccogliere le migliori intelligenze del nostro tempo ma non riusciremo a ideare una macchina che per complessità ed efficienza si avvicini al più semplice muscolo di una rana…”.
Henry Laborit, d’altra parte, nell’introduzione di uno dei suoi libri afferma che: “ Nel movimento l’intelligenza umana trova una delle sue massime espressioni…”. Amo molto queste due affermazioni perché entrambe, pur essendo state fatte da personaggi di grande livello del tutto estranei al mondo dello sport, nobilitano la bellezza e la complessità della macchina umana e dell’esercizio fisico; valorizzano il lavoro dei preparatori e degli allenatori e la vostra scelta di diventare atleti, a qualsiasi livello “artisti dello sport”.

Parabola

Cambiando completamente approccio potrei, invece, proporle una parabola, che racconto abitualmente ai genitori dei più giovani e agli atleti con i quali inizio un percorso sportivo e un rapporto professionale. La trovo illuminante nel definire il significato della gara, della competizione, di quell’istinto agonistico, di quel desiderio di lotta e di confronto che ci portiamo dentro, nel nostro Dna, e che nessuno potrà mai insegnarci o donarci. “…Se vi affidano il compito di portare un puledro alla fonte per bere, voi potrete scegliere l’orario, il percorso e le andature migliori… ma una volta arrivati alla meta se il puledro non avrà sete comunque avrete fallito…”. Naturalmente nella storia di un atleta il percorso è rappresentato dall’allenamento e da tutto ciò che a esso sta intorno, mentre il momento della “sete” si identifica con la gara con il raggiungimento dell’ obiettivo in funzione del quale abbiamo camminato e lavorato.

Il sogno

E, infine, la frase forse più banale, scontata, una frase, però, dentro la quale c’è il “sogno”, il desiderio di andare oltre i nostri confini e i nostri limiti, la voglia forte di non accontentarsi. La dimensione più profonda, forse, di tutti coloro che ogni mattina prendono scarpette o costume o scendono in garage e tirano fuori la bici e partono per volare un po’ più in alto, per sentirsi un po’ più liberi, una frase che racchiude ogni errore e ogni conquista, quella che probabilmente ho virtualmente collocato sulla prima pagina del diario della mia vita. “Se metterete un passero nella gabbia di un’aquila si sentirà libero e senza limiti al proprio orizzonte; ora dovete scegliere se essere passeri o aquile…”. Spero abbia trovato l’incipit per questa sua stagione e non mi resta che augurarle “buon volo”.

Per chi comincia

Ha ripreso la “macchina” organizzativa con lo staff RunningZen & Triathlete con una sferzata di energia per continuare la mission del progetto: quello di preparare i ragazzi Neofiti alla prima gara IronMan 70.3, appuntamento a Pescara il 18 giugno. Scopri di più sul numero di novembre-dicembre: in edicola e disponibile anche attraverso abbonamento cartaceo e digitale.

Gentile dottor Confalonieri,
sono il padre, grande appassionato di sport, di un ragazzo di 12 anni che non ha ancora trovato l’attività ideale per lui. Sia io sia mio figlio siamo fortemente tentati dal mondo triathlon: affascinati dall’originalità di questo sport e dalla bellezza dei suoi campioni, spaventati dalla sua complessità e dall’immagine di fatica che lo contraddistingue. Un nuovo anno scolastico e sportivo sta per cominciare, potrebbe aiutarci a scegliere?
Grazie.
Marco Trevie

Gentile signor Marco,
lei mi affida un compito impegnativo e di grande responsabilità. La scelta dell’attività sportiva più adatta a un ragazzo che sta entrando nell’adolescenza riveste, infatti, una grandissima importanza per le conseguenze che ha sull’autostima, sul bisogno di confronto e di divertimento, nonché sul difficile rapporto con il proprio corpo in trasformazione in una fase particolarmente delicata della crescita.

Potenzialità e limiti

Vediamo allora di schematizzare in modo semplice e diretto potenzialità e limiti della triplice, in modo che lei con la sua saggezza e attraverso il confronto con suo figlio possa decidere quali pesano o contano di più.

A favore

• È uno sport ecologico che ci mette in contatto quotidiano con tre elementi base: l’acqua, l’aria e il vento, la terra sulla quale corriamo.
• È lo sport che racchiude in un’unica disciplina le tre modalità di spostamento e di esplorazione del mondo più semplice e naturali per l’uomo: correre, nuotare e pedalare.
• È uno sport divertente e non ripetitivo, ciascuno di noi saprà, infatti, trovare il gesto tecnico che lo appaga e lo gratifica e gli allenamenti non saranno mai ripetitivi.
• È un’attività che migliora in modo completo e diversificato le nostre capacità coordinative contribuendo in modo importante a un incremento dell’intelligenza motoria individuale.
• È un’attività che, prevedendo l’alternanza di gesti caratterizzati da una tecnica e da una biomeccanica differenti, riduce in modo significativo il rischio di patologie croniche da sovraccarico tipiche per esempio del nuoto, a livello della spalla, o della corsa, a livello delle articolazioni degli arti inferiori.
• Sentirsi triatleti, con tutti i riti legati all’allenamento e alla competizione, completare una gara così particolare e difficile aumenta in modo efficace la nostra autostima, ci aiuta a volerci più bene e a sentirci più protagonisti nel mondo.

Contrari

• È un’attività particolarmente difficile e complessa da organizzare e da conciliare con gli impegni scolastici e familiari;
• Un’attività che richiede il supporto di una società sportiva sul territorio seria e organizzata.
• È uno sport che richiede parecchie ore e giornate dedicate all’allenamento; indicativamente: due per il nuoto, due per la corsa e una per il ciclismo. Questa esigenza, se da un lato ci garantisce una crescita ottimale in termini di salute, dall’altro chiede una motivazione e una propensione all’ordine mentale e al “sacrificio” non comuni; togliendo, tra l’altro, moltissimo spazio alla vita sociale.
• È uno sport faticoso, talora “doloroso” e non sempre e non per tutti la fatica e il dolore sono i “compagni di viaggio” amati.
• È un’attività individuale in cui la componente della squadra e del gruppo sono relativamente importanti; manca il divertimento legato al gioco e il gusto quotidiano della sfida e della partita tipico degli sport di squadra.
• È uno sport a rischio per quanto riguarda la possibilità di incidenti e infortuni acuti, soprattutto legati alla pratica della bici.
• È uno sport in cui le gare sono relativamente poche e spesso caratterizzate da una logistica complessa. Diventa, quindi, più difficile vivere con continuità il confronto agonistico, elemento fondamentale per aumentare gratificazione e autostima e mantenere alta la motivazione del giovane atleta.
• Last but not least, è certamente uno sport costoso. Ecco, ora gli elementi sono tutti sul piatto… A voi la scelta e, naturalmente, speriamo che dal prossimo anno siate anche voi nella nostra piccola-grande tribù!

Tanti consigli per i neofiti che si affacciano al mondo della triplice
Consigli sparsi dal nostro Fabio d’Annunzio, cui segue il Progetto Neofiti, che riapre le iscrizioni. Sono a numero chiuso, perciò chi vuole diventare un Ironman deve affrettarsi per assicurarsi una guida nel lungo percorso. Merati esorta a gareggiare, ormai è tempo di mettere in pratica gli allenamenti estivi. Il nostro esordiente, questo mese, è Fabio Tramonte, direttamente dalla splendida Sardegna.

La parola d’ordine in questi mesi è “non perdere tempo”, il che significa - per chi abbia deciso di provare la multidisciplina nel prossimo futuro – sfruttare il maggior tempo libero e le giornate più lunghe per avvicinarsi a questo mondo un po’ particolare nel migliore dei modi. Inutile, quindi, rubare spazio con attività e attrezzi utilizzabili anche negli altri mesi, ora ci si deve concentrare su qualcosa di assolutamente stagione-dipendente. A riguardo, chi non ricorda le interminabili passeggiate sul lungomare nelle calde serate estive, di buon passo sul bagnasciuga alla mattina presto o, i primi temerari, purtroppo troppo spesso scalzi, che già trent’anni fa correvano lungo la spiaggia? Quelle abitudini sono utili anche a chi vuole provarsi in una specialità nuova? La risposta spetta a chi legge.

Il presente

Se questa è davvero la stagione buona per fare quello che non si è potuto fare prima e farlo in un ambiente più consono ai principianti - che spesso devono ancora trovare la loro specialità, la loro distanza e la loro data di esordio – prendere spunto dal passato può essere un buon primo passo. La vacanza al mare – che pare continui a essere la preferita dall’italiano medio – può quindi riservare un sacco di sorprese. Senza entrare nello specifico degli allenamenti di nuoto – e il mare consente parecchie variazioni sul tema – di ciclismo – che pure può sfruttare coste ed entroterra per sedute decisamente tecniche – o di corsa – che apre il cuore quando sono praticati all’alba o al tramonto con i panorami che solo la natura sa dare – si può pensare a sfruttare l’occasione per irrobustire alcuni muscoli un po’ pigri, per farlo più faticosamente grazie alla resistenza dell’acqua o all’inconsistenza della sabbia o con maggiore facilità sfruttando la spinta di Archimede nell’acqua piuttosto che qualche ostacolo naturale su una spiaggia non sabbiosa.

La pratica

Si può cominciare arrivando in spiaggia pedalando, si può camminare sul bagnasciuga, interamente sull’asciutto o decisamente in acqua sino alle caviglie, alle ginocchia, alle cosce o alla vita. Ci si può attivare – sempre con i diversi livelli di acqua a seconda della fatica che si vuole fare – in esercitazioni: per i muscoli degli arti inferiori come i saltelli per i muscoli del tronco come le torsioni per i muscoli degli arti superiori come le abdu-adduzioni per la coordinazione intersegmentaria come le andature per la mobilità articolare come i movimenti di anche e spalle. Si può poi vedere se sulla spiaggia si possa fare un percorso a ostacoli – non impegnativo come un parkour naturalmente – per stimolare altre regioni muscolari ma, soprattutto, la componente organica, che può dare molto ancora. Terminato tutto ciò ci si può finalmente tuffare in acqua per una rinfrescata o una nuotata defaticante, si può tornare a casa al passo o di corsa – pensando a come e quando recuperare la fedelissima due ruote che ci aveva accompagnati all’andata – o nuovamente pedalando, magari in salita se la location non è proprio a livello del mare. Ci si può, dunque, organizzare per fare molto e per diversificare le sollecitazioni. Non deve quindi insistere solamente sull’aspetto organico delle specialità prescelte – due o tre che siano – ma ci si deve letteralmente tuffare in tutta una serie di esperienze ginnico-motorie in grado di ampliare il proprio bagaglio coordinativo - quindi di riflesso le proprie abilità nel migliorare i gesti tecnici specifici – e quello condizionale anche, e in modo particolare, dal punto di vista della componente muscolare. Io prometto che ci proverò, e voi?