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Non saremo nell'Australia più convenzionale - i 2016 Snowy Mountains ITU Cross Triathlon World Championships si sono svolti a Lake Crackenback, alle pendici delle montagne del New South Wales Australia - ma quando scriviamo di Flora Duffy è a una domatrice di coccodrilli che pensiamo. Suo il terzo titolo mondiale di questa stagione 2016 (gli altri due conquistati in due mesi), la migliore della sua carriera. Favorita in partenza, la Campionessa in carica agli ITU Cross 2015 - argento nel 2014 - nonché delle rassegne ITU 2016 e del Campionato XTerra di Maui 2016, ha dominato questa ultima gara di stagione incrementano il gap sulle avversarie a ogni cambio, per tagliare il traguardo con 4 minuti di vantaggio sulla cilena Barbara Riveros, cui seguirà sul podio la statunitense Suzanne Snyder. L'atleta di Bermuda si è lasciata ispirare dalla vittoria di Cozumel e ha rilanciato, decidendo di partecipare anche agli ITU Cross australiani: fine della storia per le sfidanti. Assieme alla Riveros, sulla carta era temibile l'australiana McShane, è verò, ma ad esclusione di un esordio con quest'ultima alle calcagna, già dalla frazione in MTB il finale suggeriva l'oro per la Duffy (2:54:11). La cilena supera la McShane, e non può che ambire all'argento (il secondo consecutivo ai Mondiali, e con un tempo di 2:58:05). Costante la terza arrivata, Suzanne Snyder (03:05:45), per la prima volta su un podio mondiale.
Ma anche lo spagnolo Ruben Ruzafa fa tris a Lake Crackenback: tra i favoriti, esce 16° dall'acqua, a 1'15'' dai primi - gli australiani Ben Allen e Courtney Atkinson, il tedesco Jen Roth, il francese Brice Daubord e i kiwi Currie e Sam Osborne - ma recupera voracemente in MTB - in testa in un gruppo di tre con Currie e Allen, fino allo stacco, dopo il quale Middaugh s'inserisce in seconda posizione, con Currie in terza e Allen fuori zona podio. Strabiliante anche a piedi, Ruzafa vince per il terzo anno consecutivo (2:34:25). Un primo podio ITU per lo statunitense Josiah Middaugh, argento in 02:37:43. Il bronzo va al neozelandese Braden Currie (02:38:14). Gara con poco dislivello sulle distanze 1500m - 32,8k - 10k, ma molto tecnica e con ben altre insidie: sentieri rocciosi, ponti e single track che impedivano sorpassi decisivi, e con una corsa lungo le sponde di un fiume, intervallata da attraversamenti, ponti sospesi e ostacoli di altro genere. Ruzafa voleva difendere un titolo importante e prendersi una soddisfazione dopo la delusione per la sconfitta a Maui, negli ultimi due chilometri. 
Top 20 per l'unico Azzurro Elite di specialità presente, Mattia De Paoli, che chiude 17° in 02:53:49 (00:20:14 00:00:46 01:38:17 00:00:47 00:53:43, i suoi parziali). Fame di metallo prezioso anche per Gianpietro De Faveri, che dopo il titolo mondiale dell'anno scorso, in Australia è argento in 02:39:47 nella categoria 45-49 su distanze 1500m - 30k -10k con parziali di 00:17:45 00:00:50 01:24:03 00:01:09 00:56:00.

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