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Questo mese abbiamo testato per voi la specialissima Canyon Speedmax C.F., con il giudizio del nostro esperto e tutti i dettagli tecnici che la riguardano.

Inoltre, lo Speciale di questo numero è dedicato agli pneumatici. Loro sono il primo contatto diretto col fondo stradale, per questo, sono progettati per attutire gli urti e resistere alle svariate sollecitazioni che si creano durante la marcia. Pneumatici o tubolari? Nel mondo bike, gli pneumatici sono arrivati dopo rispetto ai tubolari ma, grazie alla loro comodità d’uso, sono riusciti a imporsi a pieno; infatti, camere d’aria e pneumatici sono entità separate che, in caso di danno o foratura, possono essere comodamente sostituibili in modo indipendente. Come sono composti? Come sceglierli? Leggete lo Speciale per le risposte.

Scheda Tecnica

Telaio: carbonio
Piega e attacco: Deda
Gruppo: Shimano Ultegra
Guarnitura: Rotot 3D
Sella: San Marco
Ruote: Deda Elementi
Gomme: Vittoria
Colori: red, grey, verde, nero, bianco e rosso
Sito: www.kuotacycle.it

Kougar è un modello dal forte impatto emozionale e tecnico. Un prodotto innovativo, altamente performante. In pratica è la versione aerodinamica della bici da strada, senza però intaccare nessuna delle caratteristiche funzionali del mezzo tradizionale. Questi gli elementi di novità: freni anteriori aerodinamici posizionati nella parte posteriore della forcella, tubo sterzo a profilo aero, freno posteriore dual pivot situato dietro la scatola movimento, tubo sella e reggisella modificati per rispettare le norme UCI e per offrire una corretta installazione della batteria interna DI2, movimento centrale BB386. È inoltre disponibile su richiesta la versione forcella standard per montaggio freno perno centrale, opzionale il reggisella 0°. Il kit comprende telaio, forcella, serie sterzo, set freni anteriori.

Telaio e forcella 

Un telaio che di certo non passa inosservato, con linee spigolose e, allo stesso tempo, particolarmente aerodinamiche; sulle varie tubazioni ci sono continui cambi di diametro e conformazione che di fatto regalano alla Kougar una cattiveria agonistica sul misto che però si riesce a domane facilmente quando si cerca il passo regolare. Come da tendenza di mercato, i freni sono posti alle spalle della forcella e sotto la scatola del movimento, per guadagnare in fluidità aerodinamica e in efficienza di frenata. A cominciare dalla tubazione obliqua con la sua particolare forma a rombo leggermente spigolosa così come quella orizzontale che con i suoi solchi marcati contribuiscono a ottimizzare la funzionalità del telaio in termini di rigidità. Esattamente come fa la scatola del movimento realizzata in una misura oversize per distribuire bena la forza e le sollecitazioni. Nota di merito anche al carro posteriore, vero artefice della grande reattività della Kougar, i pendenti uniti nello snodo iniziale si trasformano subito in una tubazione di diametro classico, mentre a foderi piatti e di spessori differenti le tubazioni del carro. Una vera lama il reggisella che sposa in pieno la linea del telaio. La forcella con la sua conformazione a foderi piatti e la testa over size garantisce al telaio una grande guidabilità e una eccellente sensazione di stabilità sul misto.

Giudizio

Una vera agonista che garantisce elevata fluidità e grande trasformazione della forza sul misto, ma allo stesso tempo una comodità e una fluidità sul piatto. Decisamente spiccata la sua attitudine in salita e in discesa, dove la sua linea spigolosa viene messa sempre a dura prova ma anche da dove ne esce però sempre in maniera eccellente.

 

Scheda Tecnica

Gruppo: Shimano Dura Ace 11V
Misure disponibili: 50 / 52 / 54 / 56 / 58 / 60
Colori: carbon verde/carbon rosso
Peso: 6,8 kg
Telaio: Carbon monoscocca UD peso forcella e reggisella: 1,84 kg
Forcella: Carbon monoscocca Aero
Ruote: Fulcrum Zero
Copertoncini: Schwalbe
Attacco e piega: Deda
Sella: Selle Italia SLR
Sito: www.olmo.it

Una marchio storico nel mondo del ciclismo che crede nelle potenzialità e nel grande mercato offerto dal triathlon e così questa stagione presenta il modello Gepin, dedicato alla triplice disciplina. Telaio decisamente votato all’agonismo, che si trova bene su tutte le distanze, dallo sprint alle gare no draft, dove le angolazioni ibride e un manubrio da crono possono diventare un binomio di ottimo livello. I freni sono posizionati posteriormente nella forcella anteriore e dietro la scatola del movimento, altro accorgimento che Olmo ha richiesto ai suo progettisti per rendere Gepin veloce, fluida e sicura.

Telaio e forcella

I due triangoli, anteriore e posteriore, cercano in maniera univoca di trasformare al meglio le forze che si imprimono sui pedali sull’asfalto. Proprio la parte posteriore vede nella trasmissione un ruolo determinante, lo si deduce velocemente dall’angolazione chiusa e dalle forme differenti tra pendente e carro, la prima con un diametro e una sezione minore rispetto i foderi della sorella che parte con forme generose nell’inserzione con il movimento centrale e perde volume mano a mano che si avvicina al forcellino del cambio, quest’ultimo assemblato in maniera da rimanere in caso di necessità svincolato dal telaio.
Geometrie e angolazioni tipiche da crono per il piantone, che vede la prima parte, quella dove trova alloggio il reggisella, con una forma piatta che ricorda una lama, per poi diventare a mezzaluna, in modo da nascondere alle turbolenze la ruota posteriore. Vezzo estetico che sposa bene la linea del telaio la piccola pinnetta che lo rende spigoloso ma allo stesso tempo accattivante. Decisamente generoso il tubo obliquo, in modo da ottimizzare tutte le forze e le torsioni che proprio su questa parte del telaio si concentrano in maniera continua e violenta. La parte superiore quando si unisce alla tubazione che contiene la serie sterzo prende volume, garantendo un sodalizio perfetto con la forcella che, in linea con la tendenza di mercato per le crono o le ibride, vede dalla testa salire una protuberanza che si innesta alla fine della forcella, per garantire rigidità e allo stesso tempo aerodinamicità ed estetica.

Giudizio

E’ una specialissima che risulta immediatamente aggressiva e reattiva nel misto e si fa trovare sempre pronta nelle discese anche tecniche con una frenata modulabile e decisa allo stesso tempo; si trova particolarmente a suo agio anche in salita, dove il suo peso piuma garantisce un buon apporto all’inerzia.

Tratto da Triathlete n. 215 di Gennaio – Febbraio 2015 in edicola o in abbonamento

http://www.storesportivi.it/articoli/38/triathlete.html

Scheda Tecnica

Gruppo Super Record EPS 11s TT – Campagnolo
Guarnitura Bora Ultra 11s 172,5 mm 42-54
Pacco Pignoni Super Record 11s 11x25
Manubrio Pro Aerobar Missile Evo TT
Attacco manubrio integrato
Sella SLR Tekno - Carb 100% - Lorica Carbon Keramic Diam 7mm / 90gr - Selle Italia
Ruote Ant. Bora Ultra Ra= 18 – Campagnolo
Tubolari Vittoria Corsa CX 23-28 - Campagnolo


Un disegno aggressivo, spartano, minimale abbinato a tutta la tecnologia più avanzata, in funzione di un solo obiettivo: la massima velocità sul passo. Questo e il breve ma fitto curriculum del nuovo gioiello in casa Cipollini, una specialissima da crono che mancava e che tanto ha fatto sospirare gli appassionati di questo marchio. La forcella è monoscocca e integrata. Il telaio sfrutta il sistema brevettato Atomlink, con il rivoluzionario innesto triangolo + carro posteriore. Nella versione TT i freni sono integrati a scomparsa. L’attacco manubrio integrato permette il passaggio dei cavi interni e una regolazione di 12 mm in altezza, questo è quello che fa la differenza in questo telaio sviluppato come tutti gli altri direttamente da Mario Cipollini.


Telaio e forcella

Iniziamo questa parte descrittiva, dando alcuni numeri e dati che mettono subito in chiaro le caratteristiche di questo telaio. Triangolo monoscocca con assemblaggio carro posteriore con sistema Atomlink, il telaio interamente realizzato in carbonio. T800 + T1000 W. 1K , così come la forcella. Materiale in carbonio T800 + T1000 W.1K, mentre per il movimento centrale è stato scelto il cocetto Chrono / TT = BSA da 68mm x 1.37’’ x 24TPI. Misure disponibili: S-M-L-XL. Esteticamente la Nuke racchiude pochi vezzi, si punta, infatti, unicamente alla grande efficienza, guidabilità e reattività che deve assicurare un telaio come questo. Parte dalle tubazioni posteriori con il carro e pendente a foderi piatti con un angolo decisamente chiuso, il tutto per dare grande risposta alle sollecitazioni e una rigidità tale da tramettere la forza evitando la dispersione di forza. Così come il piantone, che vede nello snodo con il movimento la sua maggiore resistenza per ottimizzare sempre il concetto di trasmissione della forza. Decisamente rigida e funzionale la parte anteriore di questo telaio con la forcella e la tubazione sterzo che trovano binomio con un particolare snodo che irrigidisce la bici, senza compromettere guidabilità e allo stesso tempo il comfort.


Giudizio

Veloce, fluida, reattiva, difficilmente si riesce a metterla in difficolta anche sul misto, dove al contrario ha dimostrato di sentirsi a proprio agio, così come i lunghi rettilinei completamente piatti. Comoda la regolazione della sella e del reggisella, la frenata risulta modulabile, precisa e mai in difficolta. Bisogna prendere confidenza con le curve fatte a grande velocità, non tanto per la grande rigidità del telaio quanto per la resistenza che danno le ruote che trovano nel telaio un partner micidiali; dopo poche tornate, però, tutto verrà spontaneo.

(Autore: Fabio d'Annunzio)

Tratto da Triathlete n. 215 di Gennaio – Febbraio 2015 in edicola o in abbonamento

http://www.storesportivi.it/articoli/38/triathlete.html

 

Scheda Tecnica

Telaio: carbonio
Sella: FI’ZI:K
Attacco: 3T Arx-Pro
Piega: 3T Ergosum Team Carbon
Gruppo: Shimano Dura Ace Di2
Ruote: Zipp 60
Sito: www.bmc-switzerland.com

È una delle bici più apprezzate dai triatleti, con le sue particolari forme poco convenzionali che racchiudono tanta ricerca, qualità e soprattutto tutta l’esperienza di tecnici e atleti professionisti. Bastano veramente poche pedalate per capire la peculiarità principale di questo telaio: l’agonismo, il tutto sapientemente condito con la scelta di una componentistica di prima fascia che dona ulteriore performance, fattori che si percepiscono immediatamente. Un piccolo segreto in casa Bmc si chiama Ace, il software in-house che gli ingegneri di Bmc usano ogni giorno per simulare in modo digitale ogni stadio e iterazione dei  nuovi telai in carbonio. Con Ace si possono così sviluppare  prototipi virtuali prima della loro effettiva costruzione. Presso l’Impec R&D Lab di Grenchen, in Svizzera, sono necessari solo pochi mesi, mentre in precedenza erano necessari anni di lavoro dedicati ai test e alla realizzazione di prototipi.

Telaio e forcella

La TMR01 è a conti fatti un vero concentrato di tecnologia; il telaio  condivide le soluzioni tecnologiche della bici dei record da crono e triathlon, la Timemachine TM01. Il concetto SubA riassume i suoi vantaggi aerodinamici: i tubi troncati segnano un rapporto netto tra forma aerodinamica efficiente e massima rigidità. La tecnologia tripwire è una profilatura a gradino che corre lungo i bordi di attacco dei tubi del telaio e ritarda la separazione dello strato d’aria laminare lungo la sezione, lo stesso effetto creato dalle fossette su di una palla da golf. L’integrazione senza compromessi tra telaio, forcella e componenti migliora sensibilmente la performance aerodinamica. Le potenti pinze freno sono alloggiate completamente nel profilo della forcella e dei foderi posteriori; il canotto reggisella è fissato da un collarino nascosto e tutti i componenti elettronici spariscono quasi completamente nel telaio, mentre la batteria di alimentazione è ospitata nel tubo sella. Il sistema Bmc Dual Transmission Integration Dti consente di assemblare lo stesso telaio con gruppi elettromeccanici o meccanici senza perdere nulla dal punto di vista estetico o aerodinamico. Se poi consideriamo la sua costruzione full carbon p2p×SubA, il peso telaio di soli 1.100 g e il movimento centrale BB86, viene veramente semplice concepire quanto la TMR01 sia pronta per il grande triathlon.

Giudizio

Il nostro tracciato collinare mette sempre a dura prova le bici che testiamo, ma la BMC TMR01 si dimostra una vera campionessa, mai una sbavatura sul misto, precisa nelle traiettorie in curva, decisamente scorrevole in pianura  e particolarmente a suo agio in salita, dove la grande rigidità del telaio regala ripartenze pronte e grande trasmissione della forza. Con la giusta componentistica può diventare la bici ideale per tutte le distanze del triathlon, in modo particolare quelle medie dove si può evitare l’utilizzo delle crono. 

 

Scheda Tecnica

Telaio: Alluminio
Leve cambio: Shimano 105
Guarnitura: Fsa 52\36
Cambio: Shimano 105
Attacco e manubrio: Control Tech
Sella: Merida
Ruote: Merida Aero 30 Alluminio
Copertoncini: Maxxis

Una gamma ricca di modelli, tutti adatti e predisposti per la triplice disciplina; in modo particolare si fa notare la Reacto 400 in alluminio, un telaio che sposa bene le esigenze agonistiche di chi si avvicina la triathlon. Ottimo il rapporto qualità-prezzo e la componentistica mista assicura buona funzionalità e tiene compatto il prezzo.

Telaio e forcella

Realizzato in alluminio Prolite 66 a triplo spessore, la speciale lega di Merida è estremamente resistente, leggera di altissima qualità. Le pareti a triplo spessore non solo danno vita a un design accattivante, ma offrono innanzitutto un rapporto rigidezza/peso ottimale. Oltre ad alta funzionalità, i telai Merida offrono anche un’elevata attrattività estetica.
Per garantire resistenza estrema, viene realizzato un secondo processo di saldatura durante la “saldatura rasata” trattamento che uniforma i punti di collegamento, un concetto elaborato per un look eccezionale, senza compromessi di stabilità.. Particolare e utile Il morsetto Integrato denominato SP che assicura un perfetto compromesso tra sicurezza e personalizzazione. Questo perché la progettazione di strumenti di lavoro di alto livello per una squadra World Tour o per un triatleta di alto livello è simile al lavoro di una squadra di Formula 1 in quanto anche un particolare inizialmente ignorato può alla fine tradursi in una frazione di secondo decisiva. Quindi il morsetto integrato nel cannotto sella è molto più di un semplice dettaglio che cattura gli sguardi: questo particolare tipo di bloccaggio, riduce al minimo le turbolenze all’estremità del tubo superiore in modo efficiente e consente quindi di risparmiare importanti energie. Le tubazioni che costituiscono il triangolo posteriore della Reacto 400 sono studiate per garantire una notevole reattività e allo stesso tempo fluidità e comfort quando la si deve cercare nelle lunghe percorrenze, così come la realizzazione della scatola del movimento, volutamente sovradimensionata per la massima resa in termini di mancata torsione.
Ben si sposa la generosa forcella in carbonio, si fa apprezzare per l’eccezionale capacità di diminuire le vibrazioni così come la superba rigidità laterale assicura prestazioni di guida e frenata affidabili in ogni situazione.


Giudizio

Di certo la sua caratteristica migliore non riguarda il peso ma la sicurezza, la scorrevolezza e la rigidità sul misto, qualità che hanno fatto passare in secondo piano il fattore peso; buone le qualità di discesista, dove difficilmente il telaio si trova in difficoltà. Eccellente la funzionalità della componentistica mista.

Tratto da Triathlete n. 215 di Gennaio – Febbraio 2015 in edicola o in abbonamento

http://www.storesportivi.it/articoli/38/triathlete.html

Michele Tusino

Nella gamma completa per la prossima stagione Olmo presenta Deep, una specialissima dalle linee semplici ed essenziali che però nasconde tra le sue angolazioni una vera anima da agonista, una specialissima che ben si adatta alle esigenze del triathlon su distanza sprint e olimpica, dove ripartenze e pedalate in gruppo sono la priorità.

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  • Telaio e forcella
    Sono cinque le taglie che propone Olmo per questo modello, dalla S fino alla taglia XXL, e tre le versioni di colori, bianco, rosso e nero. Il peso di certo non farà impazzire gli amanti dei telai leggerissimi, i suoi 9,900 kg nella versione assemblata, come si può vedere dalla scheda, sono però solo una faccia della medaglia, poiché dall’altra parte troviamo affidabilità, resistenza e una grande guidabilità, in modo particolare in discesa. Il telaio realizzato in Alloy 6061 Olmo Project con Movimento BSA, con un peso complessivo di 1,7 kg, vede proprio nello snodo del movimento centrale il suo punto di forza; le saldature a vista sono il chiaro esempio di come i tecnici della casa ligure sono stati ben attenti nella ricerca della resistenza e dell’affidabilità, nel tempo, di questo telaio. Le tubazioni sono realizzate con forme miste, in particolare per il triangolo anteriore. La tubazione orizzontale ha una leggerissima forma a balestra e un continuo cambio di diametro e forma della tubazione, leggermente ovalizzata nello snodo con il reggisella per poi aumentare di diametro e terminare con una forma generosa sul tubo sterzo. Molto simile il concetto con cui è stato disegnato e realizzato il tubo obliquo, le sue dimensioni over size servono a ottimizzare il grande lavoro di sollecitazione che subisce questa parte della bici. Al tatto si nota come la tubazione giunta in prossimità del movimento centrale diventi più rigida e consistente, così come accade all’estremo opposto quando si congiunge al tubo sterzo. Decisamente più classica la scelta per il piantone, realizzato con una tubazione circolare, che ben si addice alla linea della Deep; stessa scelta di semplicità estetica quella fatta per il triangolo posteriore, con i pendenti di forma tonda che si schiacciano leggermente mentre si avvicinano ai forcellini. Leggermente diversa la scelta fatta per il carro che con la sua forma a V garantisce un’elevata trasmissione, una buona rigidità evitando dispersione nella pedalata. La scelta della forcella è ricaduta su di un modello in carbonio con una forma leggermente curva, per ottimizzare la trasmissione delle vibrazioni sullo sterzo e la guidabilità in discesa, i foderi piatti assicurano inoltre una buona continuità alla linea estetica del telaio e una buona efficienza aerodinamica.

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  • Componentistica
    La Deep ha una componentistica di fascia media, tutta basata sulla grande affidabilità che deve garantire questo prodotto; il gruppo Campagnolo Xenon a 10 velocità assicura un buon mix di efficienza e scelta tecnica, mentre, per la scorrevolezza, le ruote scelte sono marchiate Olmo nel modello Cyber. Comodità e funzionalità sono garantite da Selle Italia nel modello Q-Bik con il reggisella in alluminio Alloy, mentre attacco manubrio e sterzo sono Deda Elementi.
  • Giudizio
    Si percepisce sin dalle prime pedalate la grande affidabilità che propone Deep, sicura e precisa in discesa, ottima sul misto e sui lunghi rettilinei. Particolarmente scorrevole il movimento centrale, che si apprezza quando si raggiunge la velocità media o si pedala in gruppo; il peso non proprio da record si sente in salita, ma si fa apprezzare se si percorrono tanti chilometri per le doti da passista e per il grande comfort.

 Telaio: Alluminio
Gruppo: Campagnolo Xenon
Ruote: Olmo Cyber
Sella: Selle Italia Q-Bik
Attacco: Deda
Manubrio: Deda
Prezzo: € 759,00

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